Secolo d'Italia 11-11-2006, p.5
MAURO MAZZA: IN RAI NESSUN DIRETTORE VIENE DA MARTE
Roma. Mauro Mazza invita i colleghi direttori di testate Rai, e in particolare Gianni Riotta e Antonio Caprarica, a raccontare le loro storie professionali. E sottolinea come, nella tv pubblica, oggi si respiri un'area in base alla quale i direttori nominati nel 2001/2002 sono espressione del bieco partitismo, mentre quelli venuti dopo sono dei professionisti che sembrano arrivati da Marte. Non credo che sia così - ha spiegato Mazza - visto che venivano da storie magari lontane, ma molto simili. "Questo libro - ha detto il direttore del Tg2 nel corso della presentazione del suo recente volume, nel quale racconta gli anni in qui era un giovane cronista al Secolo, iniziativa alla quale ha partecipato anche il leader di An, Gianfranco Fini - l'ho sentito anche come uno stimolo affinchè colleghi importanti come Gianni Riotta, che ora dirige il Tg1, o Antonio Caprarica, che dirige i radiogiornali, e che all'epoca lavoravano in giornali anche molto lontani dal Secolo d'Italia, possano raccontare la loro storia." Una storia, ha sottolineato, "di cui non bisogna vergognarsi. Mi chiedo come mai colleghi che lavoravano al Manifesto, un giornale che aveva difficoltà economiche e che si fece aiutare da Bettino Craxi, o a Paese sera, che ricevette finanziamenti dal Kgb, non raccontino le loro storie". Mazza ha sottolineato che nelle sue parole non c'è spirito polemico. "Ritengo - ha spiegato - che si debbano raccontare queste storie non tanto per condividerle, ma per conoscerle e rispettarle. Nel mio libro non mi sono risparmiato niente, ricordando pagine molto dure sia sul Msi che su An".